🌊Marta: il borgo dei pescatori dove il tempo ha il sapore dell’acqua dolce
di Redazione Viterbolandia — 2026-07-06

Affacciato sulla sponda meridionale del Lago di Bolsena, Marta è un piccolo incanto che conserva l’anima del pescatore, il passo lento del pellegrino e il sorriso quieto dell’accoglienza. È un luogo dove la pietra si specchia nell’acqua, dove i vicoli profumano di storia e la riva canta ogni mattina con le barche che rientrano dal lago.
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Storia d’acqua e di tufo
Le origini di Marta risalgono all’epoca etrusca, ma è nel Medioevo che il borgo prende forma e forza. Conteso da Orsini e Farnese, Marta diventa crocevia di scambi, pesca e spiritualità.
La sua Torre dell’Orologio, risalente al XII secolo, ancora oggi svetta fiera tra le case e regala una delle viste più poetiche di tutta la Tuscia: il lago, le barche, i tetti, e all’orizzonte le isole Martana e Bisentina.
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Il borgo: la Rocca, la riva e l’anima
Il cuore di Marta è la Rocca, il quartiere più antico, con le sue scalinate di peperino, gli archi fioriti e un labirinto di vicoli che sembrano costruiti per rallentare i pensieri.
Ogni angolo è un quadro. E quando si arriva sul lungolago, lo sguardo si apre: il porticciolo, i pescatori, le reti stese al sole, i ristoranti che profumano di coregone alla griglia e sbroscia.
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Tradizioni che resistono al tempo
Tra le manifestazioni popolari della Tuscia, poche possono competere con la Barabbata di Marta, la spettacolare processione del 14 maggio dedicata alla Madonna del Monte.
Un corteo colorato e devoto attraversa il paese, con pescatori, pastori, contadini e artigiani in abiti tradizionali, che salgono al santuario tra canti, offerte e commozione.
E poi:
- Sagra del Lattarino, tra fritti di lago e musica
- Carnevale Martano, allegro e coinvolgente
- Piccoli mercatini artigianali e feste religiose che scandiscono l’anno
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Luoghi da scoprire
- Torre dell’Orologio – salendo i suoi gradini, si domina tutto il lago
- Chiesa di Santa Marta – barocca, elegante, con opere d’arte pregevoli
- Santuario della Madonna del Monte – immerso nel verde, meta di fede e fotografia
- Museo della Pesca – piccolo ma prezioso, conserva la memoria del mestiere più antico del paese
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I sapori del lago
La cucina martana è povera solo nel nome, ricchissima invece di gusto, autenticità e legame col territorio.
Da non perdere:
- Sbroscia: zuppa calda di pane e coregone, simbolo della cucina locale
- Anguilla alla cacciatora, speziata e intensa
- Lattarini fritti, piccoli, croccanti, irresistibili
- Coregone alla griglia, servito semplice per esaltarne la delicatezza
- Fregnacce e tozzetti, i dolci della festa
Ristoranti e trattorie sul lungolago offrono menù stagionali, pesce fresco e vini della Tuscia, spesso con tavoli all’aperto vista tramonto.
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Natura e quiete
Marta è il luogo perfetto per:
- Escursioni in barca verso le isole Martana e Bisentina
- Passeggiate a piedi o in bici lungo il lago
- Trekking collinari tra ulivi, noccioli e sentieri panoramici
- Giornate lente tra erba, sole e acqua dolce
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Conclusione: Marta, la carezza del lago
Marta non si visita: si abita. Anche solo per un giorno.
Si ascolta nel silenzio del mattino, nel vociare dei pescatori, nel profumo di un piatto semplice. È un borgo gentile, che non ostenta ma sorprende. Che non corre, ma accompagna.
> “Marta è quel tipo di luogo che non dimentichi. Perché ha il potere raro di farti ricordare chi sei, mentre ti perdi tra le sue vie e le sue acque.”