Grechetto di Civitella d'Agliano: l'IGT che Sergio Mottura ha reso famosa

di Giano di Vico — 2026-08-08

Grechetto di Civitella d'Agliano: l'IGT che Sergio Mottura ha reso famosa

A Civitella d'Agliano io passo con un rispetto particolare per i nomi che restano legati a un solo comune. L'IGT non si allarga per fare scena: la zona di produzione coincide con l'intero territorio amministrativo di Civitella d'Agliano, in provincia di Viterbo. In un'epoca che adora chiamare “globale” ogni cosa, trovo rassicurante un vino che indica con precisione il proprio cortile, senza fingere di essere il pianeta.

L'IGT “Civitella d'Agliano” è stata riconosciuta con decreto ministeriale del 22 novembre 1995. Con la specificazione del vitigno, Malvasia, Sangiovese, Trebbiano, Grechetto rosso, Grechetto e Chardonnay devono raggiungere almeno l'85 per cento, mentre altri vitigni dello stesso colore possono arrivare al 15. Io leggo queste soglie come si leggono le istruzioni buone: non tolgono libertà al gesto, gli impediscono soltanto di diventare confusione.

Il rapporto con le vigne non è una posa recente. Negli Atti dell'inchiesta sulla condizione della classe agricola del 1883, a Civitella d'Agliano risultavano più coltivati Verdello, Procanico e Grechetto fra i bianchi, Aleatico fra i rossi. Già nel 1833 Rampoldi descriveva il paese “sopra un alto colle abbondante di viti”. Sorseggiando, mi trattengo dall'aggiungere immagini che non servono: bastano quelle parole antiche e verificabili a far capire che la vite qui non è arrivata ieri.

Nel caso di Poggio della Costa, l'etichetta è “Grechetto di Civitella d'Agliano I.G.T.” e il vino è 100 per cento Grechetto. Il vigneto nasce alla fine degli anni Sessanta da viti selezionate presso i mezzadri del territorio. La cantina Mottura è indicata come forse la prima nella zona a riqualificare il Grechetto, con Poggio della Costa e Latour a Civitella, entrambi dichiarati 100 per cento Grechetto. Sono fatti che io preferisco lasciare nitidi, senza lucidarli troppo.

A tavola, dunque, mi fermo su quel numero semplice: cento per cento Grechetto, quando l'etichetta lo dichiara. Poi torno alla regola generale dell'85 per cento, che permette alla IGT di parlare anche altri dialetti d'uva. Civitella d'Agliano non mi chiede di confondere la tradizione con un museo; mi chiede di leggerla bene. E se il vino riesce ancora a essere più preciso di certe app, non sarò io a correggerlo. Io resto fedele a questa misura: un territorio comunale definito, una IGT riconosciuta e un vitigno indicato con percentuali nette. Non è poco, per chi preferisce una bottiglia ben letta a una leggenda montata in fretta. E se serve un consiglio, il calice non chiede mai di accettare cookie.

Fonti: Disciplinare IGT Civitella d'Agliano - MASAF Catalogo Viti, Civitella d'Agliano IGT - Agraria.org, Poggio della Costa - Sergio Mottura, Gli straordinari vini della Tuscia - Tuscia Doc